La puntata di PresaDiretta dell’11 ottobre 2026 si è aperta con un servizio dedicato a una nuova terapia per il tumore al pancreas metastatico, raccontando la storia di un paziente di 55 anni la cui malattia è andata in regressione grazie a una pillola sperimentale, il daraxonrasib. Il farmaco, secondo quanto riportato nel programma, ha raddoppiato la sopravvivenza rispetto alla chemioterapia standard, ma il suo costo negli Stati Uniti è di 39.800 dollari al mese.

Negli USA il daraxonrasib è stato approvato dalla FDA il 26 agosto 2026. In Europa è ancora in fase di valutazione da parte dell’EMA e non è ancora disponibile, un ritardo che, secondo il programma, potrebbe essere dovuto alla politica dei prezzi di Trump.

Il farmaco è stato testato nello studio RASolute 302, pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha coinvolto 500 pazienti con adenocarcinoma pancreatico metastatico. La sopravvivenza mediana è stata di 13,2 mesi con il daraxonrasib, contro 6,7 mesi con la chemioterapia. A 12 mesi, il 53,2% dei pazienti trattati con il farmaco era ancora vivo, contro il 17,3% del gruppo di controllo. Gli effetti collaterali includono tossicità cutanee, diarrea, stomatite e complicanze polmonari o gastrointestinali.

In Europa, la questione ha già sollevato un acceso dibattito politico. In Francia, come riportato dal servizio, il Ministro della Salute ha ammesso che il farmaco non è ancora disponibile, mentre alcuni pazienti hanno chiesto accesso anticipato senza successo. In Italia, il caso potrebbe presto diventare un tema politico, considerando che la terapia è già disponibile negli USA mentre l’EMA sta ancora completando la valutazione.

Nel corso della puntata è intervenuto anche Max Parisi, conduttore radiofonico, che ha raccontato la sua esperienza diretta con il tumore al pancreas e il trattamento con il daraxonrasib negli Stati Uniti.

Parisi ha spiegato di aver ricevuto, a luglio 2026, una diagnosi molto severa, con una prospettiva di vita stimata in soli due mesi e un tumore considerato non controllabile. La scelta è stata dunque quella di recarsi negli USA per poter accedere al farmaco daraxonrasib, non ancora disponibile in Europa.

“A luglio mi hanno detto che avevo due mesi di vita, che il cancro non era controllabile”, ha raccontato Parisi. “Abbiamo deciso di andare negli Stati Uniti, dove un farmaco è disponibile, mentre in Europa arriverà forse l’anno prossimo”. Il costo del trattamento è stato estremamente elevato: “Parliamo di 36/37 mila euro per un mese”. Per sostenere le spese, Parisi ha dovuto ricorrere a una raccolta fondi, riuscendo a raccogliere 110 mila dollari.

Nonostante le difficoltà economiche, il conduttore ha sottolineato i risultati positivi ottenuti con la terapia: “Le prime due pillole le ho prese subito. Nel giro di ventiquattro ore ho sentito il dolore calare e cambiare forma”. Dopo l’inizio del trattamento, Parisi ha riferito di aver ottenuto miglioramenti significativi, dicendo di stare “molto meglio” rispetto alla fase iniziale della malattia.

Fonti