La Liguria è alle prese con un aumento dei casi di morbillo definito dalle autorità sanitarie regionali come “una vera e propria emergenza”. Dall’inizio di settembre, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, sono stati registrati 12 casi, con quattro pazienti ricoverati al Policlinico San Martino di Genova per complicanze polmonari, neurologiche ed epatiche.
La maggior parte dei contagi riguarda adulti tra i 30 e i 55 anni non vaccinati; solo due casi hanno interessato bambini. I casi sono distribuiti tra Genova, Savona e Sanremo, con due pazienti al Gaslini, tre a Sanremo, sei nell’Azienda Ospedaliera Metropolitana e uno a Savona. I dati aggiornati al 4 settembre 2026 indicavano 7 casi complessivi dall’inizio dell’anno, quattro dei quali segnalati nell’ultima settimana.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, la Liguria presenta una percentuale di vaccinazione contro il morbillo pari al 91%, inferiore alla soglia del 95% considerata necessaria per eliminare la trasmissione endemica. L’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò ha sottolineato la necessità di rafforzare prevenzione e sensibilizzazione.
Il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino, Matteo Bassetti, ha dichiarato che “siamo di fronte a una vera e propria emergenza morbillo” e che “il focolaio epidemico senza precedenti” potrebbe rappresentare solo l’inizio di una “gravissima epidemia che colpirà probabilmente non solo la Liguria, ma in generale l’Italia”.
Secondo Bassetti, il problema nasce dal fatto che molte persone non hanno completato il ciclo vaccinale per morbillo, parotite e rosolia dopo il 2003, quando la vaccinazione è diventata obbligatoria. Molti adulti tra i 30 e i 55 anni non hanno ricevuto la vaccinazione e, se l’hanno fatta durante l’infanzia, potrebbero non avere più una copertura efficace. In Liguria, il 90% dei casi ha riguardato persone non vaccinate.
L’infettivologo ha spiegato che il virus si diffonde facilmente: “Basta andare in autobus, basta andare al supermercato, in una sala d’aspetto o in un pronto soccorso. Tutto questo fa sì che il virus circoli, e circoli pesantemente”.
Bassetti ha anche sottolineato che il morbillo non è una malattia lieve: “Il morbillo è una malattia grave, una malattia gravissima. Io sono molto preoccupato, lo dico da mesi. È una malattia che può comportare delle complicanze gravi, gravissime, fino alla morte”.
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornati a gennaio 2026, erano stati segnalati in Italia 84 casi, di cui 73 confermati in laboratorio. Il 90,9% dei pazienti non era vaccinato e oltre un terzo aveva sviluppato almeno una complicanza. L’incidenza più elevata è stata registrata nei bambini tra zero e quattro anni, ma l’età mediana dei contagiati era di 28 anni. Tuttavia, dall’inizio di febbraio il flusso dei dati verso le piattaforme di sorveglianza dell’ISS è stato interrotto, rendendo difficile confrontare il quadro nazionale aggiornato. Ciò rende necessario cautela nell’interpretazione dei dati nazionali, mentre il focolaio ligure rappresenta uno dei segnali più concreti dell’attuale rischio epidemico.

