Il 10 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale, istituita nel 1992 dalla Federazione mondiale per la salute mentale e riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Ogni anno, la giornata si concentra su un tema specifico: per il 2026, l'attenzione è rivolta al benessere psicologico nei luoghi di lavoro.

Secondo le stime globali, oltre un miliardo di persone convive con un disturbo mentale, ma molte di loro non ricevono il supporto adeguato. La Giornata Mondiale della Salute Mentale rappresenta un'importante occasione per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza dell'accesso equo ai servizi di cura e prevenzione, oltre che per combattere lo stigma che ancora accompagna i disturbi mentali.

Tra le iniziative simboliche, la facciata del Palazzo del Consiglio regionale a Trieste si illumina di verde, il colore associato alla salute mentale.

L'Istituto Superiore di Sanità (Iss) ha lanciato un messaggio chiaro: "Le parole non si limitano a descrivere la realtà: possono contribuire a costruirla". Al convegno “Salute mentale, stigma e comunicazione: la forza delle parole”, il presidente dell'ISS, Rocco Bellantone, ha sottolineato l'importanza di contrastare lo stigma e promuovere una comunicazione efficace, basata su informazioni scientificamente validate.

Nel corso dell'evento è stato presentato il Vademecum “Informare sulla salute mentale”, realizzato in collaborazione tra Rai Per la Sostenibilità, Ordine dei Giornalisti e Dipartimento di Salute Mentale della Asl Roma 2. La prima regola del Vademecum è "Mettere la persona prima della diagnosi". Il linguaggio deve essere accurato, rispettoso e scientificamente appropriato, evitando termini che possano alimentare pregiudizi. Titoli allarmistici ed espressioni ad effetto possono distorcere la realtà e contribuire a rafforzare lo stigma.

Tra i dati più allarmanti, solo il 10% delle persone con disturbi mentali è in cura. Una comunicazione più rispettosa e attenta potrebbe migliorare questa situazione.

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