La situazione epidemiologica del Covid in Italia è stabile e non emergenziale, anche se il virus continua a evolvere con nuove varianti, come XEC, Nimbus e Stratus, che eludono parzialmente le difese immunitarie ma non causano forme più gravi. Lo conferma il Corriere della Sera, riferendo che l’ultimo bollettino registra 74 nuovi casi nella sola Lombardia a settembre, ossia più della metà dei 128 rilevati in tutta Italia. La catena evolutiva delle varianti, iniziata con Alpha, Delta e Omicron, è oggi arrivata alla variante XFG, mentre le attuali discendono soprattutto dalla famiglia Omicron. L’OMS le classifica come Varianti di Interesse (VOI), tra cui la famiglia di JN.1, mentre l’ECDC distingue i sotto-lignaggi monitorati, come le varianti KP.1.2 e KP.4.2, da quelli in osservazione, tra cui XFG e NB.1.8.1, conosciuta come Nimbus. Le varianti presentano sintomi simili, tra cui febbre, tosse, mal di gola, stanchezza e congestione nasale, mentre OMS e ECDC continuano a monitorarle con attenzione.

“Ci saranno in futuro altre pandemie, l'influenza ha un potere pandemico molto forte e quindi l'Italia deve avere una capacità di risposta, serve un bilanciamento tra la necessità delle materie prime e la possibilità di riconvertire l'apparato industriale”. Lo ha detto il generale Francesco Figliuolo, commissario straordinario di governo per l'emergenza Covid-19, in audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria da Sars-Cov-2, come riporta l'agenzia di stampa LaPresse.

Il 21 febbraio 2020 iniziava ufficialmente l’emergenza Covid in Italia, con il primo caso a Codogno. Da quel momento la Lombardia è stata l’epicentro della pandemia: nel 2020 ha registrato quasi mezzo milione di contagi e oltre 25 mila morti, numeri che si sono ridotti nel 2021 con 750 mila contagi e 10 mila decessi, per poi crescere di nuovo nel 2022 con quasi 3 milioni di contagi e 9.700 morti. A maggio 2023 l’OMS ha dichiarato la fine dell’emergenza, ma il virus continua a evolversi. Lo riferisce l’agenzia di stampa AGI che riporta i dati di uno studio dell’Istituto superiore di sanità che ha analizzato la sorveglianza genomica a lungo termine delle acque reflue in Italia dal 2021 al 2025. Il rapporto evidenzia come si sia passati da un modello in cui nuove varianti completamente distinte scalzavano le precedenti a una situazione in cui la malattia si è fatta meno aggressiva.

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