Da due settimane oltre duemila abitanti di Borgio Verezzi sono costretti a fare i conti con l'emergenza idrica, mentre il gestore Servizi Ambientali e la protezione civile continuano a rifornire le abitazioni con autobotti. L'acqua che esce dai rubinetti, prelevata da pozzi di approvvigionamento idrico, non può essere utilizzata per uso alimentare a causa della presenza di PFAS, sostanze per cui la normativa è entrata in vigore solo a fine luglio 2026 e che, al momento, non possono ancora essere misurate negli impianti di potabilizzazione. Il problema è emerso da rilevamenti effettuati il 23 settembre al pozzo "Maria Luisa" di Pietra Ligure. Al momento, sono state avanzate due proposte di intervento: una soluzione tampone che prevede il rifornimento di una vasca posta a oltre 200 metri di quota, e una soluzione definitiva che consiste in un impianto di filtraggio presso il pozzo inquinato, realizzabile in alcuni mesi. Le associazioni locali stanno preparando una lettera da inviare al gestore per sollecitare interventi, mentre Simonetti e Casella (AVS) hanno dichiarato che "serve intervento urgente della Regione", sottolineando che "la pazienza di residenti e amministratori è già finita". Nel video, le interviste realizzate da Primocanale a Renzo Locatelli, assessore ai lavori pubblici, e Renato Dacquinio, sindaco di Borgio Verezzi.

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